Un blog dal passato

Nato nel 2003 come uno dei primi blog didattici per alunni di Scuola Primaria (se non il primo...), diventa nel 2006 un blog di segnalazioni di risorse online e di software didattici free per docenti e alunni delle Scuole dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado.

Senza titolo 222

30 marzo 2006


...E dove un tempo si sentivano cantare le mondine,
ora si estende la più grande Raffineria d'Italia...





E noi, questa mattina, l'abbiamo visitata!...











(...E chi è questo vigile del fuoco in erba? Lo riconoscete?)


Aspetto i vostri commenti sulla visita!

Il maestro Renato.

Senza titolo 221

25 marzo 2006


Foto di  G. Scarparo, p. g. c.

Da MOZART alle MONDINE!

Un bel salto, non c'è che dire, ma la nostra unità d'apprendimento "Alla scoperta del territorio in cui viviamo" incombe, ed ecco che, in Musica, non possiamo non affrontare i caratteristici canti delle mondine, un tempo così numerose nelle nostre campagne. Uno dei canti che ho scelto di proporvi e che impareremo  insieme è "O mondina, dal cuore dolente", il cui testo è stato scritto proprio da una mondina di Sannazzaro, mentre il motivo (che dovreste sentire in sottofondo) deriva da un altro brano popolare: tutti i particolari a questa pagina. Si tratta di un canto che ben riassume le fatiche, i patimenti e le speranze di quelle gloriose lavoratrici (sulle quali potrete sapere tutto...o quasi, consultando la sezione a loro dedicata sul mio sito www.sannazzaro.com).

Ecco il testo di "O mondina, dal cuore dolente":


O mondina, dal cuore dolente
sei partita da paesi lontani
sol per dare un pezzo di pane
ai tuoi figli che lasciasti laggiù.

Con le  gambe immerse nel fango
e le mani gonfiate dall'acqua
tanto stanche ci par di morire
pur di portare la gioia nel cuor.


Trenta giorni saranno eterni
tormentati da sogni agitati
per coloro che tu lasciasti
non hai tregua né notte né dì.

Su compagne coraggio cantiamo
le fatiche potremo lasciare
al ritorno alle nostre case
le fatiche dimenticherem!

Mi raccomando (lo dico soprattutto alle bambine...): diamoci dentro!

Il maestro Renato.

Senza titolo 220

21 marzo 2006




ALL’OPERA!

Ecco alcuni stralci tratti dai primi vostri commenti sulla partecipazione all'opera "Don Giovanni":


  "... Nel teatro c’erano molti affreschi, uno di questi era nella sala del palco. Quest’anno non eravamo seduti in platea come l’anno scorso, ma nei palchetti. La scenografia era bellissima: a tutti sono piaciuti i giochi di luce. I personaggi avevano dei bei vestiti antichi che sono piaciuti alla maggioranza di persone presenti nel teatro. Quando “DON GIOVANNI” ha ucciso il Commendatore (padre di Donna Anna) dalla spada uscì un velo rosso molto lungo che è poi stato usato per rappresentare oggetti di alcune scene: nell’ultima diventava il tavolo, mentre in altre un muro. Ogni scena era accompagnata da musica dal vivo, eseguita da un’orchestra vera. Ai cori partecipavamo anche noi spettatori….  ".

"...A Marcello è piaciuto il teatro e l’opera, soprattutto gli affreschi e i trucchi di luce che facevano sembrare quel teatro MAGICO!.. A Sara e a Rossella sono sembrati molto carini i vestiti degli interpreti e originale la scenografia; la scena preferita da tutti è stata quella dell’inferno… La scenografia era rappresentata solo da un telo rosso e dai giochi di luce. Sul soffitto si vedevano le ombre e gli effetti speciali che venivano riflessi da uno specchio che faceva da pavimento sul palco. Ci è piaciuta molto l’ultima scena quando la statua del Commendatore insieme agli altri spiriti cercava di far pentire Don Giovanni…".  

"...C’erano diversi palchetti in ogni piano; noi eravamo all’ultimo. Da lassù si godeva un panorama stupendo sulla sala. Ci è piaciuto il teatro perché è stato costruito in modo che la voce si senta in platea e sui palchetti. Le luci si riflettevano sugli attori e sul telo rosso creando un effetto speciale. Ci sono piaciuti gli oggetti usati da noi durante l’opera: bandiera, fiore, fazzoletto, pergamena. Il finale non ci è piaciuto molto perché pensavamo che Don Giovanni venisse avvolto in un mantello e finisse in una botola, invece è uscito da solo di scena. Per tutto lo spettacolo eravamo molto ECCITATI e MOLTO EMOZIONATI!!!... 
Per tutti noi è stata un’esperienza indimenticabile e unica!...".

(Classe 5a B)



(Commenti e disegni degli alunni di classe terza a questa pagina).

 
Il maestro Renato.




Senza titolo 219








Beh, è andata alla grande, ragazzi, non è vero? Bella  la messa in scena, bravi i cantanti e l'orchestra, ma soprattutto GRANDI le centinaia di bambini e ragazzi (voi compresi, naturalmente) che hanno cantato insieme le diverse arie dell'opera!  Unico neo: le postazioni a noi assegnate, nel grande Teatro: troppo lontane dal palcoscenico per la mia debole vista e la mia macchinetta fotografica...Nei giorni a venire rifletteremo su questa bella esperienza: le vostre impressioni, i vostri commenti qui e sul sito della scuola!...

A presto, buona gente, e viva il grande Mozart!


Il maestro Renato.

Senza titolo 218

19 marzo 2006


Il Teatro Fraschini di Pavia.

Ragazzi, qualche notizia sul bel Teatro che, domattina, ci vedrà co-protagonisti dell'opera "Don Giovanni" di Mozart (Progetto "Opera Domani 2006"):

realizzato dal celebre architetto ANTONIO GALLI BIBIENA nel 1771 e portato a termine due anni dopo,  il Teatro Fraschini di Pavia è l'ultimo di una serie di edifici teatrali a firma del Bibiena in Italia, fra cui il Comunale di Bologna, il Teatro Rossini di Lugo di Romagna, i Teatri di Treviso e Macerata. La facciata dell'edificio su Strada Nuova è in stile neoclassico; lo spazio interno con la divisione simmetrica della pianta rettangolare, destinata al palcoscenico da una parte, e alla platea dall'altra, fu studiato in modo che il protagonista si trovasse al centro esatto della sala. Nel 1772 si formò la Società dei Cavalieri, per la direzione del Teatro, chiamato in un primo tempo appunto il Teatro dei Quattro Cavalieri. La  prima stagione di rappresentazioni venne inaugurata nel 1773, ma dopo circa un secolo, la società rischiò il fallimento e la chiusura del teatro. Per evitare questo nel 1869 il Comune di Pavia entrò  in possesso dell'edificio, che di lì a poco sarebbe stato rinominato Fraschini, in onore del tenore pavese Gaetano Fraschini. Simbolo della cultura pavese, il Teatro Fraschini è dal 1869 lo spazio comunale in cui vengono rappresentati spettacoli di arte drammatica e musicale della città. Per il suo valore architettonico e artistico, è uno dei monumenti cittadini più prestigiosi.  E noi, proprio all'interno di questo splendido edificio, dovremo cercare di farci onore, domani!
Su coraggio, buona gente: il Teatro Fraschini ci aspetta!

A domani! (Puntuali, veh!...)

Il maestro Renato.

Senza titolo 217

14 marzo 2006




...E nel gran finale, insieme a tutti i personaggi dell'opera (meno Don Giovanni, che, come sappiamo, è finito altrove...), canteremo:


Questo è il fin di chi fa mal;
e de' perfidi la morte
alla vita è sempre ugual!


Su  coraggio , o buona gente: il Teatro Fraschini ci aspetta!

Il maestro Renato.

Senza titolo 216

11 marzo 2006




Siamo alla scena madre, ragazzi! Difficile per noi, sul piano vocale, e anche molto...funerea!

La Statua:
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!


Don Giovanni:
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!


Leporello (facendo capolino di sotto alla tavola):
Ah padron! Siam tutti morti.


Don Giovanni (tirandolo fuori):
Vanne dico!


La Statua (a Leporello che è in atto di parlare):
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!


Don Giovanni:
Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?


La Statua:
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!


Don Giovanni:
Parla, parla, ascoltando ti sto.


La Statua:
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?


Don Giovanni:
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.


La Statua:
Risolvi!


Don Giovanni:
Ho già risolto!


La Statua:
Verrai?


Don Giovanni:
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!


La Statua:
Dammi la mano in pegno!


Don Giovanni (porgendogli la mano):
Eccola! Ohimé!


La Statua:
Cos'hai?


Don Giovanni:
Che gelo è questo mai?


La Statua:
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!


Don Giovanni (vuol scoigliersi, ma invano):
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!


La Statua:
Pentiti, scellerato!


Don Giovanni:
No, vecchio infatuato!


La Statua:
Pentiti!


Don Giovanni:
No!


La Statua:
Sì!


Don Giovanni:
No!


La Statua:
Ah! tempo più non v'è!


(Mamma mia!!!...)

A presto!

Il maestro Renato.

A risentir Pierino (e il lupo).

5 marzo 2006


Pierino e il lupo (da un disegno di Sebastiano di www.midisegni.it)

Accantoniamo per un attimo (ma solo per un attimo!) il "Don Giovanni" di Mozart: vi ricordate "Pierino e il lupo"?  Avevamo ascoltato la celebre fiaba musicale di Prokofiev in terza, mi pare. Ora ho appena terminato un programma che vorrebbe essere un po' una guida all'ascolto della fiaba: ve lo proporrò la prossima volta che andremo in laboratorio di informatica. Voi potrete rivisitare una famosa pagina musicale e io potrò, grazie a voi, testare il software, per vedere se tutto funziona...


La schermata MENU

Come si vede dal MENU, il programma presenta quattro sezioni. Nella prima passerete in rassegna i personaggi della storia (Pierino, il nonno, il gatto...Ricordate?) e gli strumenti che..."interpretano" i vari personaggi. In un'altra sezione si presenta la storia, quando è nata e perchè, di cosa parla, ecc. C'è poi una sezione dedicata ad una breve biografia dell'autore (che ha pure composto l'opera "L'amore delle tre melarance",  di cui ci eravamo occupati l'anno scorso). Non manca il solito QUIZ  di verifica, con la possibilità di "vincere" un bel disegno da personalizzare e colorare a piacere...
Appuntamento con Pierino e company , allora, e...

In bocca al Lupo (quello di Pierino, naturalmente!)

Il maestro Renato.

Senza titolo 214

1 marzo 2006





Domani affronteremo l'aria di Don Ottavio "Il mio tesoro":


Il mio tesoro intanto
andate a consolar,
e del bel ciglio il pianto
cercate di asciugar.
Ditele che i suoi torti
a vendicar io vado;
che sol di stragi e morti
nunzio vogl'io tornar.



E' un'aria molto bella e non troppo difficile, ma si avvicinano le parti finali dell'opera, quelle sì un po' complesse!
Su coraggio, buona gente: il 20 marzo si avvicina!


Il maestro Renato.